Relazioni

La migliore vendetta è non essere come chi ti ha fatto del male.

Cosa resta della tua vittoria se, per ottenerla, finisci per diventare proprio come chi ti ha ferito?

Marco Aurelio
“La migliore vendetta è non essere come chi ti ha fatto del male.”
Marco Aurelio
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Riflessione

Quando qualcuno ci fa del male, il desiderio di restituire ciò che abbiamo ricevuto può sembrare naturale. Ma reagire con la stessa cattiveria significa permettere a quella persona di influenzare non soltanto ciò che proviamo, ma anche ciò che diventiamo. La risposta più forte può essere conservare i propri valori, scegliere diversamente e impedire al comportamento degli altri di decidere il nostro.

Approfondimento

Questa frase è comunemente attribuita a Marco Aurelio e richiama profondamente la filosofia stoica, secondo la quale il comportamento degli altri non dovrebbe avere il potere di compromettere il nostro carattere.

Quando subiamo un'ingiustizia possiamo essere tentati di rispondere nello stesso modo. La vendetta promette di ristabilire un equilibrio: mi hai fatto soffrire, quindi voglio che anche tu soffra. Ma così rischiamo di adottare proprio il comportamento che abbiamo condannato.

La prospettiva stoica sposta invece l'attenzione sull'unica cosa sulla quale abbiamo realmente potere: le nostre azioni. Non possiamo cancellare ciò che qualcuno ci ha fatto, ma possiamo decidere cosa fare di quell'esperienza.

“Non essere come chi ti ha fatto del male” non significa accettare passivamente qualsiasi comportamento. Possiamo allontanarci, difenderci, stabilire dei limiti o chiedere giustizia senza trasformare tutto questo in desiderio di vendetta.

La vera vittoria diventa allora non permettere al male ricevuto di modificare in peggio il nostro modo di essere. Chi ci ha ferito può aver avuto potere su un momento della nostra vita; non dobbiamo necessariamente concedergli anche il potere di decidere la persona che diventeremo.

DOMANDA FINALE

Vale davvero la pena diventare simili a chi ti ha ferito soltanto per avere la soddisfazione di restituirgli il dolore?

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