“Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.”
Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.
E se il lavoro non servisse soltanto a guadagnarsi da vivere, ma anche a dare struttura alla vita stessa?
La citazione in audio
Riflessione
Il lavoro può essere fatica, ma può anche offrirci uno scopo, occupare il nostro tempo e garantirci indipendenza. Quando manca completamente qualcosa verso cui dirigere le nostre energie, noia e insoddisfazione possono trovare più spazio. Il valore del lavoro, quindi, non sta soltanto nella ricompensa economica, ma anche nella capacità di mantenerci attivi e partecipi della nostra esistenza.
Approfondimento
Questa celebre frase è di Voltaire e compare nel Candido, verso la conclusione dell'opera. È strettamente collegata a uno dei suoi passaggi più famosi: “Bisogna coltivare il nostro giardino.”
Dopo aver attraversato guerre, violenze, catastrofi e ogni genere di disgrazia, Candido arriva progressivamente ad abbandonare le grandi speculazioni astratte per rivolgersi a qualcosa di molto più concreto: il lavoro.
Voltaire individua tre mali dai quali esso può proteggerci.
La noia nasce dall'assenza di qualcosa verso cui indirizzare tempo ed energie. Il vizio, nel significato dell'epoca, rappresenta invece i comportamenti nei quali possiamo cadere quando mancano occupazione, responsabilità e uno scopo. Infine c'è il bisogno: lavorare permette di produrre ciò che serve per vivere e di conquistare una certa autonomia.
Ma il significato della frase va oltre l'idea moderna di carriera professionale.
Il lavoro di cui parla Voltaire è soprattutto attività concreta: fare, costruire, produrre, occuparsi di qualcosa invece di trascorrere l'esistenza soltanto discutendo su come dovrebbe funzionare il mondo.
Non significa che lavorare continuamente sia la soluzione a ogni problema, né che il valore di una persona dipenda dalla sua produttività. Il punto è piuttosto riconoscere quanto possa essere importante avere qualcosa di significativo a cui dedicarsi.
Alla fine del Candido, infatti, non arriva una risposta capace di spiegare perfettamente il mondo. Arriva una scelta molto più pratica: occuparsi del proprio giardino.
Forse non possiamo risolvere tutti i problemi dell'esistenza, ma possiamo prenderci cura della parte di realtà sulla quale abbiamo la possibilità di agire.
Qual è il tuo “giardino”, quella parte della tua vita che migliorerebbe se dedicassi meno tempo a pensarci e più tempo a coltivarla?
Tu cosa ne pensi?
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