Cambiamento

Nuove opinioni sono sempre sospette e di solito osteggiate, per nessun'altra ragione se non perché non sono già comuni.

Quante idee rifiutiamo non perché siano sbagliate, ma semplicemente perché sono diverse da ciò a cui siamo abituati?

John Locke
“Nuove opinioni sono sempre sospette e di solito osteggiate, per nessun'altra ragione se non perché non sono già comuni.”
John Locke
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Riflessione

Ciò che conosciamo ci trasmette sicurezza, mentre una nuova idea può costringerci a rivedere convinzioni consolidate. Per questo la novità incontra spesso resistenza prima ancora di essere realmente valutata. Ma se giudicassimo ogni idea soltanto in base a quanto è già condivisa, nessun cambiamento importante riuscirebbe mai a diventare normale.

Approfondimento

Questa frase è di John Locke e compare nel Saggio sull'intelletto umano (An Essay Concerning Human Understanding). La formulazione originale inglese è molto vicina a quella riportata: Locke osserva come le nuove opinioni vengano spesso considerate sospette e contrastate semplicemente perché non sono ancora diventate comuni.

È una riflessione particolarmente interessante sul rapporto tra abitudine e verità.

Quando un'idea viene ripetuta per molto tempo e condivisa dalle persone che ci circondano, tende ad apparirci naturale. Non necessariamente perché abbiamo verificato personalmente che sia corretta, ma perché la sua familiarità finisce per conferirle una sorta di autorità.

Una nuova opinione parte dalla condizione opposta.

Non possiede ancora il conforto della maggioranza, può mettere in discussione convinzioni consolidate e spesso ci obbliga a considerare la possibilità che qualcosa che abbiamo sempre creduto vero debba essere rivisto.

La reazione più semplice può essere quindi quella di respingerla.

Ma Locke ci mette indirettamente davanti a una distinzione fondamentale: un'idea non diventa vera perché è comune, così come non diventa falsa perché è nuova.

Questo non significa che ogni novità debba essere accettata. Un'idea nuova può essere brillante oppure completamente sbagliata. Proprio per questo dovrebbe essere giudicata attraverso argomenti, prove e ragionamento, non attraverso la sua popolarità.

Molte idee che oggi consideriamo ovvie, del resto, hanno attraversato un momento nel quale erano minoritarie, insolite o persino considerate assurde.

Il progresso del pensiero comincia spesso quando qualcuno accetta di chiedersi non “quante persone ci credono?”, ma “quali ragioni abbiamo per crederci?”.

DOMANDA FINALE

Hai mai rifiutato un'idea perché ti sembrava assurda, per poi cambiare opinione quando hai iniziato davvero a conoscerla?

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